venerdì 6 gennaio 2023

Aprile 1916: il primo bombardamento di Palmanova e la vicenda del sergente Ettore Belgeri

Gran parte delle vicende che raccontiamo su questo blog - è inutile nasconderlo - sono storie tragiche e spesso luttuose. E', del resto, nella natura delle storie di guerra. Alcune sono storie eroiche, altre ci riportano a combattimenti sfortunati. Ve ne sono, però, alcune che lasciano l'amaro in bocca. Quella che narriamo in questo articolo ci sembra ricada in quest'ultima categoria.

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Lo spunto per questo articolo è fornito da una foto acquistata - la notte di Santo Stefano - sul "noto sito d'aste", per pochi euro. Stampata da un noto studio fotografico comasco d'inizio Novecento, al retro reca scritto: "Ettore Belgeri - sergente automobilista". Una breve ma fortunata ricerca ci consente di raccontarne la storia.

Ettore Belgeri nacque a Lecco il 27 novembre del 1880 da Paolo e da Marietta Ghislanzoni. Nella prima gioventù si trasferì a Como, impiegandosi come commesso viaggiatore. Chiamato alle armi nel 1900, chiese e ottenne l'ammissione al volontariato di un anno. Tale istituto - di cui abbiamo già trattato su queste pagine - (si veda in particolare l'articolo relativo al s.ten. Pier Felice Vittone), garantiva (condizionatamente al possesso di alcuni requisiti) diversi vantaggi, tra cui quello di scegliere liberamente il corpo nel quale si sarebbe prestato il servizio militare. In tal modo, si potevano assecondare le proprie personali inclinazioni o tradizioni famigliari, ma anche conciliare il servizio militare con più prosaiche esigenze di studio o lavoro. Così fece, infatti, il nostro Belgeri che ottenne di essere destinato al 78° reggimento fanteria della Brigata "Toscana", in quel momento di stanza proprio a Como.

Ettore Belgeri, in uniforme da sergente automobilista (coll. dell'Autore).

Giunto alle armi nel marzo del 1901, Belgeri prestò dunque l'anno di servizio militare venendo congedato il 10 marzo del 1902, ottenendo inoltre il grado di sergente. Nell'ottobre del 1904 fu nuovamente chiamato alle armi per un breve periodo nel 65° regg. della Brigata "Valtellina" (ugualmente, in quel momento di stanza a Como), tornando in congedo nel dicembre. 

Nel marzo del 1905, Ettore Belgeri convolò a nozze con Annetta Pozzi. Le pubblicazioni di matrimonio ce ne restituiscono un preciso ritratto: lui, di professione "negoziante in macchine da cucire", residente nella centralissima via Vittorio Emanuele; lei, orfana di entrambi i genitori, di professione "modista". Belgeri, sempre in viaggio, si vide anche costretto a chiedere una dispensa dalle pubblicazioni matrimoniali perché "per affari del suo genere di commercio" era "costretto a partire per l'Estero, rimanendo assente parecchio tempo". Dalla loro unione nacquero, nel giro di pochi anni, tre figli: Paolo, nel 1905, Adolfo, nel 1907, e Renato, nel 1911.

Dati i pressanti impegni lavorativi e quelli famigliari, Belgeri fece in modo di evitarsi un ulteriore richiamo alle armi, nell'estate del 1910: ciò fu possibile grazie all'iscrizione al Tiro a Segno Nazionale di Como. Il nostro, inoltre, dovette in quegli anni anche ottenere la patente per la guida di autoveicoli, cosa che doveva probabilmente essergli di grande utilità per il suo lavoro. Ciò lo rendeva, tuttavia, anche un elemento di grande interesse per il Regio Esercito, sulla via di una pur alquanto tardiva motorizzazione.

Venne, quindi, il fatidico 1915. Ben prima della mobilitazione della classe 1880, il sergente Belgeri fu dunque richiamato in servizio: già il 9 maggio egli si trovava quindi sotto le armi, inquadrato nella 2^ compagnia automobilisti del Reggimento Artiglieria a Cavallo. Giunto in zona di guerra già il 30 giugno 1915, trascorse al fronte i successivi quattro mesi sinché, a fine settembre, fu inviato in licenza di convalescenza per malattia. Il malanno non doveva essere di poco conto se la licenza durò per ben quattro mesi, sino a metà gennaio 1916. Possiamo comunque immaginare la soddisfazione di Belgeri che potà trascorrere diversi mesi a Como con la sua famiglia. Fu probabilmente in questo periodo che il sergente decise di farsi ritrarre da un ottimo studio fotografico di Como, facendosi immortalare nella bella fotografia che segue, e da cui abbiamo tratto il dettaglio pubblicato più in alto.

Il sergente Belgeri ritratto dallo studio fotografico "Mazzoletti" di Como (coll. dell'Autore).

Al momento del suo ritorno in zona di guerra, Belgeri fu dunque destinato alla "sezione trattrici" del III Reparto Speciale Traino Artiglieria, aggregata al 13° Reparto Automobilistico. In questa posizione, si ritrovò, con i primi di aprile del 1916, a Palmanova. Ben lontana dal fronte - in quel frangente -, Palmanova era certamente un luogo non spiacevole dove trovarsi, nella bollente primavera del 1916. La sorte, tuttavia, attendeva al varco il sergente comasco.

Cartolina illustrata del Corpo Automobilistico.

Giuseppe Mimmi, ufficiale di fanteria presente in quei giorni a Palmanova, avrebbe così registrato nel proprio diario:

6 AprileNon era giorno chiaro, quando un urlo come di una sirena ed uno schianto lacerante, hanno destato la popolazione. Un aereo austriaco ha sganciato una bomba sulla città, danneggiando un fabbricato civile ed uccidendo quattro persone, due militari ed un uomo ed una donna fra i borghesi. È la prima volta, che si verifica un bombardamento aereo su Palmanova e fino ad ora, anche se i posti di avvistamento davano l'allarme, nessuno si preoccupava ritenendo che la città sarebbe stata risparmiata. Dopo la dura lezione, credo che saremo tutti più prudenti.
Una bomba, una sola bomba, sganciata quasi per beffa da un aereo austriaco, probabilmente giunto sin lì solo per una ricognizione. Quattro vittime: tra queste, il sergente Belgeri, che si trovava in quel momento in Via Molin, difficile dire se per servizio o per altri motivi. 
L'atto di morte registrò seccamente che il trentacinquenne era deceduto alle ore 05.10 del mattino, a causa di "ferita multipla da bomba d'aeroplano". Diversamente da quanto ricordato dal Mimmi, la data di morte accertata era il 7 aprile. Ad ogni modo, ancora Mimmi avrebbe così ricordato:
7 AprileNel pomeriggio si sono svolti i funerali delle vittime del bombardamento di ieri e sono riusciti imponentissimi per il gran numero di militari e civili, che vi hanno partecipato. Dopo le esequie in duomo, le bare, coperte col tricolore e deposte sopra prolunghe di artiglieria, sono state portate al cimitero. Fuori porta Aquileia, il corteo si è sciolto, ma prima hanno parlato il sindaco ed il capitano di artiglieria padre [Agostino] Gemelli. È stata una cerimonia oltremodo commovente e sentita.

Belgeri, anche secondo l'atto di morte, fu infatti inumato nel "cimitero comune fuori Porta Aquileia".

Porta Aquileia a Palmanova, in una cartolina di inizio Novecento.

Così si chiudeva, assurdamente, l'esistenza terrena di questo padre di famiglia, che la guerra tolse ai suoi commerci e rapì per sempre all'affetto dei suoi cari. Di lui ci rimane una bella foto e la sensazione sgradevole di una sventura individuale, nell'immensa tragedia della guerra.

A cura di Niccolò F.

 

BIBLIOGRAFIA

- le informazioni biografiche sul serg. Belgeri sono tratte dalla documentazione di stato civile conservata dal Comune di Como; le informazioni circa la sua carriera militare sono invece tratte dal ruolo matricolare conservato presso l'Archivio di Stato di Como.

- gli estratti del diario di guerra di Giuseppe Mimmi, conservato presso l'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, sono tratti dal sito https://espresso.repubblica.it/grandeguerra /index.php?page=estratto&id=650