sabato 3 novembre 2018

Il 4 Novembre dal taccuino di un ufficiale di Fanteria

Oggi cento anni fa si chiudeva la guerra sulla fronte italiana, quattro anni di sofferenze e paura, ma anche di abnegazione ed eroismo che permisero di giungere alla Vittoria,
Al fine di ricordare tutti i combattenti che presero parte al conflitto proponiamo le pagine di un piccolo taccuino scritto da un anonimo ufficiale di fanteria, probabilmente appartenente al 43° Reggimento Fanteria della Brigata Forlì.

18 Ottobre 1918
Piove tutto il giorno. Aspettando il bel tempo e l'offensiva (Piave in piena). Siamo all'VII Armata

19 Ottobre 1918
Piove ancora. A sera annunzio di prossima partenza per l'Asolone, il reggimento va occupare posizioni di Brigata Siena per la quale si stanno facendo feste in questi giorni.

20 Ottobre 1918
A Castelfranco Veneto (patria Giorgione) Cechislovacchi, arditi di tutte le razze, Francesi, inglesi, generali, artiglieria. Grande Movimento.
Stanotte si parte? Alle 19 si riceve annunzio di partire alle 23, 25 km marcia.

21 Ottobre 1918
Si cammina e si cammina nella notte lunare. Castion Rossano, S. Lorenzo, Cassola, Casoni[...]
Lunga e faticosa. Inbarachiamo, sul Tavolaccio, centinaia e centinaia di Camion, vanno per la Gusella al Grappa. 300 Cannoni trainati da auto.

22 Ottobre 1918
Alla Gusella. Continua l'eccezionale salita di colonne di autocarro con materiali, truppa,cannoni. Gli austriaci tirano a gas: 2 camion di truppa con gli occhi bendati, colpiti dai lacrimogeni, vanno al basso: ambulanze americane scorrazzano. [...] Apparteniamo non più alla 21° Divisione ma alla 18° (VI° Arm)

23 Ottobre 1918
Giornata di attesa. Continua il passaggio di camions di truppa e di artiglierie. Stormi di aeroplani da bombardamento e da caccia.

24 Ottobre 1918
Alle 5.20 grandioso bombardamento sul Moschin, Asolo. Grappa. Lungo il Piave meno intenso. Alle 7 fanterie devono avanzare. Qualche granata nell'accampamento. Le truppe nostre in caverna. Alle 9 giunge notizia della caduta dell'Asolone, a mezzogiorno oltre Asolone preso Pertica e circond. Col Berretta. Preso il Sisemol.

25 Ottobre 1918
Si parte a mezzanotte e si arriva all'Asolone. Quel che s'era acquistato ieri si perdette nel meriggio per mancanza di rincalzi. Grandioso Bombardamento. 300 Tugnitt (espressione dialettale per tedeschi) sfilano. Alle 16 si parte per Ponte S. Lorenzo, gli arditi del IX C d'Assalto si spingono a Cismon facendovi molti prigionieri. Ferma la corsa un equivoco devono poi abbandonare posizione e prigionieri.

26 Ottobre 1918
Vengo inviato a Col del Miglio presso la stazione di Marcia per l'Asolone. Strada battutissima dall'Artiglieria. La fanteria esce all'attacco del monte Asolone. La brigata ha 660 uomini fuori combattimento.

27 Ottobre 1918
Ritorno a Col del Miglio nella mattinata, nella sera si ritorna col reggimento in Val di Sotto in relativo riposo.

28 Ottobre 1918
Il reggimento aspetta in Val di Sotto. Calma sulle nostre linee. Prigionieri. Avanzate nostre sul Piave. Il reggimento riparte a sera per la prima linea in Val Damoro. Io rimango al Comando.

29 Ottobre 1918
Furiosissimi bombardamenti per tutta la giornata: il 43° non impegnato nella prima linea. Colonne di prigionieri. Da Val di Sotto (già comando reggimento) mi reco fra le cannonate di tutti i generi al Comando su linea con ordine della Brigata. Macello di austriaci e di arditi. La cima dell'Asolone perduta e riconquistata parecchie volte.

30 Ottobre 1918
Il 2° Battaglione sul cacume dell'Asolone, il I° arretrato, il III° di riserva. La giornata s'inizia con calma.

31 Ottobre 1918
Alle 7 lancio gas. Comincia improvviso avanzare Col [illeggibile] all'Asolone, al Col Berretta, Col Bonato, [...illeggibile...] si continua a scendere per Val Cesilla, piena di cannoni, cadaveri, armi e bufetteria. 5 a Cismon sino alle 9. Da Cismon attraverso ponti distrutti a [illeggibile].
Alle 16.45 la bandiera sul Col Bonato

1° Novembre 1918
Alle 4 si parte per Primolano, i primi abitanti festanti ci accolgono. Si prosegue per Tezze. Numerosissimi prigionieri italiani liberati incontriamo facce cadaveriche. Erbe. Una pagnotta 30 corone. Quando arriviamo a Tezze artiglieria sta distruggendola.

2 Novembre 1918
Ci fermiamo a Tezze. Stazione bombardata da aeroplani: Proiettili dal 420 al 37 sparsi nelle vicinanze. Continuo passaggio di prigionieri austriaci e di liberati italiani: Facce spettrali. Si dice che Borgo e Trento evacuate. Camion, carrette, cucine, telefoni, artiglieria abbandonate.

3 Novembre 1918
Arriviamo verso le 5 a Serai fuori, dove troviamo vasti e magnifici baraccamenti con mobili e viveri in abbondanza. Acqua officina elettrica. Durante la marcia incontriamo Sua Maestà. I prigionieri ammontano a 120.000 e i cannoni a 2000. A sera annuncio di caduta di Trento.

4 Novembre 1918
Alle 3 è finita firmato armistizio con Austria. Ci troviamo a Telve, distrutta completamente, a poca distanza da Borgo. Si mangia alle 16. Gloriosi bollettini. Pattuglia di 7 mitraglieri inglesi fermano e fanno prigionieri un battaglione di austriaci nei pressi di Levico.

5 Novembre 1918
A Telve ci organizziamo e fortifichiamo il paese. Sindaco di Borgo.
Il magnifico bollettino 300.000 prigionieri e 5.000 cannoni.
Dicesi che si abbia occupata la Vetta d'Italia, noi destinati a presidiare Bolzano. Gita a Borgo.


Abbiamo evidenziato uno dei passaggi del Bollettino della Vittoria, che ci sembra doveroso condividere nella sua interezza:

Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12 
La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita. La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente. Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute. L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. Armando Diaz 

A conclusione di questo breve scritto porgiamo il nostro ringraziamento a tutti gli italiani che presero parte a quell'immane conflitto.

A Cura di Arturo E. A.

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