domenica 17 gennaio 2016

Il caimano del Lario: Alfonso Bianchi Probati, un "laghée" tra gli Arditi nella Battaglia del Solstizio

Questo post è tratto da un più ampio lavoro di ricerca relativo ai caduti del Comune di Moltrasio - uno splendido borgo sul lago di Como - nella Grande Guerra, che si spera sia di prossima pubblicazione.  

È assai noto - anche perché enfatizzato da certa pubblicistica - il fenomeno per cui gli Stati belligeranti, di fronte alle pesantissime perdite causate ai propri eserciti dai combattimenti dei primi anni di guerra, nel corso del conflitto arrivarono, progressivamente, a "raschiare il fondo del barile", arruolando e facendo combattere ogni uomo che non già riuscisse a impugnare un arma, quanto fosse in grado almeno di indossare l'uniforme. Lasciando da parte esagerazioni e generalizzazioni, va tuttavia notato che il fenomeno, in forme e modi peculiari, interessò ovviamente anche l'Italia.
Qui di seguito narreremo proprio la vicenda di un giovane regnicolo che, pur inizialmente riformato per ragioni di salute, fu poi chiamato alle armi ed inviato al fronte; e tuttavia, come si vedrà, seppe farsi onore, finendo tra i reparti d'élite del Regio Esercito: gli Arditi.

Alfonso Bianchi Probati, soldato del 201° Regg. Fant. Brigata "Sesia".

Alfonso Francesco Bianchi Probati nasce a Moltrasio il 17 luglio del 1890, ultimogenito di Provino Bianchi Probati, cavapietra, e Felicita Peduzzi.

Frequentati i primi anni di scuola elementare (Moltrasio era dotata di una funzionale scuola elementare maschile, fondata grazie al lascito di un benemerito cittadino, il cav. Antonio Besana), inizia a lavorare come muratore, insieme ai suoi fratelli. In quegli anni, i paesi del Lago di Como - alquanto distanti dalle (allora) fiorenti industrie seriche del territorio comasco, e privi di un'agricoltura sviluppata - costituivano un importante bacino di lavoratori per il settore dell'edilizia. Si trattava, tuttavia, perlopiù di impieghi stagionali, che costringevano a lunghi periodi di ristrettezza nella stagione invernale.
Nel 1910, al compimento dei vent’anni, è chiamato al reclutamento nel Regio Esercito. Dopo una complessa vicenda burocratica - che qui si tralascerà - nel 1911 è infine riformato, per un difetto cardiaco,  e inviato in congedo assoluto.

Nella primavera del 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia, la classe di leva del 1890 è immediatamente richiamata alle armi[3]: Bianchi Probati, tuttavia, in quanto riformato è esentato dal richiamo. Col passare dei mesi, data la necessità di disporre di sempre maggiori quantità di uomini al fronte, appare necessario riesaminare la situazione dei soggetti che, pur appartenendo alle classi di leva che già sono state richiamate alle armi, si trovano ancora in congedo in quanto riformati. Costoro, dunque, con la primavera del 1916 saranno chiamati a sottoporsi a una nuova visita militare[4]

Il 30 marzo 1916, dunque, molti riformati lariani, tra i quali anche Giovanni Bianchi Probati - uno dei fratelli maggiori di Alfonso -, sono convocati presso il Distretto Militare di Como. La commissione medica li ritiene entrambi abili e ne decide l’arruolamento. I due fratelli sono dunque inviati in congedo provvisorio, finché, il 4 maggio, sono chiamati alle armi: Alfonso Bianchi Probati, insieme al fratello e ad altri compaesani, è assegnato al 65° Regg. Fanteria della Brigata “Valtellina”, con sede a Cremona. Qui giunte, le giovani reclute nelle settimane successive attendono al loro primo addestramento. Circa tre mesi dopo, alla metà del mese di agosto, essi sono poi assegnati a un reparto mobilitato: Giovanni e Alfonso Bianchi Probati, forse dietro loro espressa richiesta, non vengono separati, e sono entrambi inviati al 28° Regg. della Brigata “Pavia”. I due fratelli possono così rimanere vicini, probabilmente con sollievo da parte dei loro genitori, nel momento in cui raggiungono il fronte. Il 20 agosto, i due giovani arrivano al loro nuovo reparto, ma, dopo solo dieci giorni, sono trasferiti ad un’altra unità: il 201° Regg. della Brigata “Sesia”, che si trova accampato alle Fornaci di Romans d’Isonzo.

In quegli stessi giorni, la Brigata “Sesia” ha lasciato la zona di riposo ed è rientrata in linea nelle trincee situate lungo la strada tra Gorizia e Ajsovizza, ov’è impiegata in duri lavori di rafforzamento delle nostre linee, subendo continue puntate da parte di pattuglie nemiche. Intanto, il 5 settembre, la brigata è trasferita nella zona di Redipuglia per poi prendere parte all’Ottava Battaglia dell’Isonzo (10-12 ottobre 1916), con l’obiettivo di raggiungere un’altura a sud della strada Oppacchiasella–Castagnevizza puntando verso Hudi Log. Il 10 ottobre l’attacco è sferrato, e a sera gli Italiani si attestano sulla linea di Quota 201, e cioè cinquecento metri oltre la prima linea nemica. Dopo un giorno di attesa, i nostri fanti proseguono l’attacco il 12 ottobre, avanzando ulteriormente, fino a portarsi – a prezzo di pesantissimi sacrifici[5] - a circa mezzo chilometro dall’abitato di Hudi-Log. Nella notte del 15 ottobre, il 201° reggimento è inviato a riposo a Fogliano. A fine mese, il reparto torna in prima linea finché, il 1° novembre inizia la Nona Battaglia dell’Isonzo (31 ottobre-4 novembre 1916). Dopo quattro giorni di durissimi combattimenti, però, i fanti della “Sesia” riescono a riportare solo scarsi risultati, con l’avvicinamento all’abitato di Castagnevizza e la parziale conquista della Quota 202. Il 5 novembre l’operazione è sospesa e il 7 la brigata è ritirata dalla linea e inviata a Fogliano per riorganizzarsi, avendo subito gravi perdite[6].

Nei giorni seguenti, durante il meritatissimo turno di riposo, Giovanni Bianchi Probati, fratello di Alfonso, si ammala, e dopo alcuni giorni, è inviato in licenza di convalescenza. I due fratelli sono costretti a dividersi: la sorte non li farà più incontrare[7]. All’inizio di dicembre, la Brigata “Sesia” ritorna in linea, ove resta sino alla fine del mese. In seguito, con l’inizio di gennaio, il 201° reggimento è inviato nella zona fra Gorizia e il Podgora, ov’è impiegato, per diverse settimane, in lavori di rafforzamento delle linee. Ai primi di marzo, la “Sesia” è riunita a Gorizia, in difesa del campo trincerato della città dai contrattacchi austriaci.
Il 17 agosto, alla vigilia dell’Undicesima Battaglia dell’Isonzo (18 agosto-12 settembre 1917), la Brigata “Sesia” assume l’integrale difesa della città di Gorizia, rimanendo in tali posizioni fino alla fine di ottobre. Nulla lascia presagire, in quel momento, la catastrofe che sta per abbattersi sulle nostre truppe.
Il giorno 27 ottobre, in seguito allo scaternarsi, all’alba del 25 ottobre, dell’offensiva austro-tedesca e allo sfondamento delle linee italiane nell'Alto Isonzo, alle truppe della zona di Gorizia è dato ordine di abbandonare la città per retrocedere oltre l’Isonzo, nel tentativo di opporre una più efficace resistenza al nemico. Nei giorni successivi, la "Sesia", pur in maniera ordinata, retrocede operando anche, il 30 ottobre, un'azione di contrattacco. Sganciatasi dal combattimento, la “Sesia” procede nel ripiegamento, sinché, il giorno 31, il 201° reggimento passa il Tagliamento sul ponte di Madrisio. Infine, il 4 novembre la brigata attraversa il Piave, spostandosi poi il giorno 7 nella zona di Roncade. Nel frattempo, gli Austro-Tedeschi sono riusciti anch’essi a passare il Piave, nei pressi di Zenson, mettendo a repentaglio la tenuta della linea di resistenza italiana. Il giorno 13, alla “Sesia” è dunque affidato il compito di affrontare il nemico ammassato alle Fornaci Franzin.
Le rovine delle "Fornaci Franzin" nel 1918. Collezione privata (fondo gen. A. Pedemonti).

Dopo aver riportato gravi perdite, il 201°, schierato a presidio della linea Villanova-Molino Novo-Casa Martini, la sera del giorno 16 procede al rastrellamento di alcuni elementi nemici infiltratisi nelle nostre posizioni e riesce a catturarli. Il 17, la “Sesia” è radunata in retrovia nella zona di San Biagio di Callalta, per riordinarsi.

Alfonso Bianchi Probati è tra i superstiti del suo reparto, che nell’arco degli ultimi undici giorni di ripiegamenti e combattimenti furibondi ha perso oltre mille uomini di truppa, tra morti e dispersi. Negli ultimi giorni del mese di novembre, i resti della Brigata “Sesia” sono schierati sul Piave, di fronte a Candelù, ove restano sino alla fine dell’anno. Con l’inizio del 1918, la brigata è inviata a Treviso, ove resta sino a metà febbraio, quando, ormai completamente ricostituita, ritorna sul Piave, rimanendo in seconda linea.


Bianchi Probati, tuttavia, in quelle stesse ha abbandonato il suo vecchio reparto, per compiere una scelta radicale: quella di diventare un “ardito. Dalla documentazione matricolare non è possibile trarre determinare con precisione il momento in cui assume questa decisione, ma si può immaginare che ciò avvenga all'indomani dell'assestamento della linea di resistenza sul Piave, nel corso della primavera del 1918.
Il giovane moltrasino è, dunque, uno dei tanti Italiani che, di fronte al Piave, di fronte al rischio supremo per la salvezza della Patria, decidono di mettersi completamente in gioco, di affrontare anche l'estremo sacrificio perché, davvero, "non passi lo straniero". E la sua scelta, ci sia consentito, è ancora più preziosa e probabilmente - per noi contemporanei - poco intellegibile, quando si considerino le peculiarità della sua vicenda bellica: una persona semplice, a suo tempo riformato, alieno - nel momento del suo richiamo alle armi - da qualunque preparazione militare, arruolato "a forza" a metà del secondo anno di guerra. Una persona, insomma, che non ha certo desiderato di trovarsi protagonista di quel momento storico così tremendamente grave. Eppure, proprio lui, sceglie di giocarsi il tutto per tutto, di stringere "il pugnal fra i denti" e impugnare "le bombe a mano". 

Dietro sua espressa domanda, Bianchi Probati lascia dunque il suo vecchio reggimento per essere trasferito ai “Reparti d’Assalto”. Dopo aver svolto il durissimo addestramento previsto per gli Arditi, egli è infine assegnato al XIII Reparto d’Assalto.

Alfonso Bianchi Probati, Ardito del XIII Reparto d'Assalto (primavera 1918). (cortesia collezione D.M.).
Il XIII Reparto d'Assalto è stato costituito nell'ottobre del 1917, alla vigilia dei dolorosi fatti di Caporetto. Nella ritirata dall'Isonzo, esso ha formato la retroguardia del XIII Corpo d'Armata, distinguendosi poi nel combattimento di "Casa Papadopoli" e ritrovandosi, allo spegnersi della Dodicesima Battaglia dell'Isonzo, con un terzo dei propri effettivi iniziali. All'inizio di aprile del 1918 passa, insieme al XIII C.d'A. da cui dipende, alle dipendenze della VI Armata portandosi sull'Altopiano di Asiago.
L'8 giugno, infine, il Reparto è trasferito alla 1^ Divisione d'Assalto (al comando del gen. Ottavio Zoppi), inquadrato nel 2° Gruppo d'Assalto. E' questo, con grande probabilità, il momento in cui Alfonso Bianchi Probati, terminato l'addestramento, è assegnato al XIII R.A. .


E' la vigilia della grande offensiva austro-ungarica.

Schieramento della Terza Armata al 15 giugno 1918 (da Guerra Italo-Austriaca MCMV-MCMVIII - Le Medaglie d'Oro, Vol. IV-1918, Ministero della Guerra, Roma, 1929).
Alle ore 03.00 del mattino del 15 giugno, l’artiglieria Imperial-regia inizia il bombardamento delle linee italiane, sul fronte dall’Astico al mare. Segue, poche ore dopo, l’attacco in massa delle fanterie: nel corso della giornata, gli Austriaci riescono a passare il Piave in più punti, insidiando pericolosamente la linea di resistenza italiana.

Dettaglio dello schieramento della 45a e della 25a Divisione (XVIII Cd'A) al 15 giugno 1918 (da Guerra Italo-Austriaca MCMV-MCMVIII - Le Medaglie d'Oro, Vol. IV-1918, Ministero della Guerra, Roma, 1929).
Al mattino del 16 giugno, un deciso attacco costringe i nostri fanti ad abbandonare Fagarè: l’intero settore della 45^ Divisione arretra di alcune centinaia di metri, e la situazione si fa gravissima, anche perché i reparti sono decimati. Gli Austriaci sono infatti riusciti a sfondare le nostre linee tra Zenson e Fossalta, e stanno avanzando rapidamente verso l'abitato di Monastier. Tra le case di questo paese sconvolto dalla guerra, i nostri soldati si rendono conto che l’ora è decisiva: se il nemico riuscirà a sfondare anche la linea arretrata di resistenza, la via per Treviso sarebbe aperta, col rischio di un nuovo crollo del fronte, dalle conseguenze potenzialmente catastrofiche. Lo stesso giorno, 16 giugno, giunge l'ora dell'azione anche per il XIII Reparto d'Assalto. Esso opera dapprima a Fossalta, e poi si sposta poco più a nord, verso l'ansa di Zenson, ov'è avvenuto lo sfondamento. 

Evoluzione della situazione nel settore di Monastier-Fossalta nei giorni 15-17 giugno 1918. La linea nera rappresenta quella di partenza dell'attacco austro-ungarico, all'alba del 15 giugno; quella tratteggiata è, invece, quella raggiunta alla sera dello stesso giorno 15 giugno; quella rossa è quella raggiunta alla sera del 17 giugno (immagine tratta da https://miles.forumcommunity.net/?t=55461405&st=15).


Il 20 giugno, così, gli Arditi del XIII Reparto si lanciano al contrassalto, nella pianura tra Zenson e Monastier. Il giovane Alfonso Bianchi Probati è tra loro. Ad un tratto, una sventagliata di mitragliatrice lo investe: una pallottola colpisce al volto il soldato moltrasino, trapassandogli il collo e fracassandogli la mascella. I suoi commilitoni, però, riescono a recuperarlo e a trasportarlo sino all’Ospedaletto da Campo n°146, nelle immediate vicinanze della linea: è l'inizio, per lui, di un triste e lungo calvario.
Mentre gli Italiani riescono a contrattaccare il nemico e a respingerlo verso il Piave, fino a scacciarlo sulla riva orientale, il ferito è trasferito, nei giorni successivi, all’Ospedaletto da Campo n°184, e da lì, il 25 giugno, in treno, al reparto “Morosini” dell’Ospedale Militare di Riserva di Milano. Le sue condizioni, pur stazionarie, restano molto gravi, e alle frequenti emorragie si aggiunge la febbre alta.
Il 30 giugno, dopo che gli è stata applicata una sorta di gabbia metallica alla mandibola, è ricoverato presso il “centro stomatoiatrico” dell’Ospedale Militare “Leone XIII[8], sempre a Milano, e quindi, il 2 luglio, trasferito presso il reparto staccato “Longone” dell'Ospedale Militare di Riserva, ove è sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Qui, nel letto n°1 della sala 7, il giovane soldato trascorre i successivi dodici giorni, cercando, disperatamente, di aggrapparsi alla vita.
 
Nel frattempo, proprio dal giorno 21 giugno, su tutta la fronte del Piave, gli Italiani, da difensori, si trasformano in attaccanti: nel giro di pochi giorni, su tutta la linea i nostri soldati respingono e annientano il nemico, per poi, tra il 2 ed il 6 luglio, compiere una considerevole avanzata sul basso Piave, allontanando la minaccia nemica da Venezia. La battaglia, scatenata dagli Austriaci, si è trasformata per loro in una colossale sconfitta e per gli Italiani in una vittoria decisiva per le successive sorti della guerra.

Il XIII Reparto d'Assalto, protagonista di quelle giornate, è stato infine ritirato dalla linea, e conta le proprie perdite: tra gli ufficiali, 3 morti e 7 feriti; tra la truppa, 32 morti e 94 feriti. Nelle varie giornate di combattimenti, il solo XIII ha catturato oltre 1500 prigionieri, 32 mitragliatrici e 4 pezzi d'artiglieria.


Alfonso Bianchi Probati, invece, non ha cessato di combattere la sua personale battaglia con la morte. Il 13 luglio, i medici milanesi annotano: “L’ampia ferita comincia a detergersi e migliorano pure notevolmente le condizioni generali”. La diagnosi, sfortunatamente, è troppo ottimistica. Il giorno successivo, 14 luglio, alle tre del pomeriggio, dopo ventiquattro giorni di sofferenze, Alfonso Bianchi Probati muore per un’emorragia. È poi sepolto a Milano, nel Sacrario monumentale presso il Tempio della Vittoria in Sant'Ambrogio.

Sul muro di una casa diroccata, in quei giorni, era comparsa una scritta anonima: “Tutti eroi. O il Piave, o tutti accoppati”. Alfonso Bianchi Probati e gli altri che si immolarono per resistere sul “fiume sacro”, tennero fede a tale impegno.



Niccolò F.



[3] La 1^ e 2^ categoria della classe 1890 (facenti parte dell’Esercito Permanente), vengono richiamate, col Manifesto di chiamate alle armi pubblicato sulla G.U. n°133 del 27/5/1915, per il giorno 24 maggio. La 3^ categoria, invece, per il giorno 1° giugno.
[4] Il richiamo per i riformati della classe 1890 avviene in forza dell’art.1 del D. Lgt. 35/1916.
[5] In tre giorni di combattimenti, la brigata perde 19 ufficiali e 967 uomini di truppa, tra morti, feriti e dispersi.
[6] Le sue perdite, tra l’1 e il 4 novembre, sono di 34 ufficiali e 1289 uomini di truppa.
[7] Giovanni Bianchi Probati è inviato in licenza di convalescenza il 22 novembre, e sarà poi assegnato ad altro reparto.
[8] L’Ospedale era situato a Milano in Corso di Porta Nuova, nella storica sede dell’Istituto scolastico “Leone XIII”: nel 1915, difatti, lo stabile era stato requisito, e la scuola sfollata in altra sede.



BIBLIOGRAFIA
- Archivio di Stato di Como - Fondo Distretto Militare, foglio matricolare del soldato Bianchi Probati Giovanni.
- Archivio comunale di Moltrasio, Fondo Pensioni di Guerra, fascicolo personale.
- Guerra Italo-Austriaca MCMV-MCMVIII - Le Medaglie d'Oro, Vol. IV-1918, Ministero della Guerra, Roma, 1929.
Riassunti Storici dei Corpi e Comandi nella guerra 1915 - 1918 , Roma - Libreria dello Stato. 
- Filippo Cappellano, Basilio Di Martino, I reparti d'assalto italiani nella Grande Guerra (1915-1918), Roma 2007.
- Lucio Ceva, Storia delle Forze Armate in Italia, Torino, 1999.

lunedì 11 gennaio 2016

Girolamo "Gino" Allegri: dalla "beffa di Feltre" al volo su Vienna - di Leonardo Malatesta, 2015

Girolamo "Gino" Allegri: dalla "beffa di Feltre" al volo su Vienna
di Leonardo Malatesta
 

L. Malatesta, Girolamo “Gino Allegri”, Edizioni DBS, Rasai di Seren del Grappa, 2015, € 20. 
L’opera narra di un eroe sconosciuto della 1ª guerra mondiale: Gino Allegri, che fu peraltro decorato di medaglia d’oro al valor militare alla memoria per le sue azioni aviatorie.
Dopo la prefazione, a cura del generale Ispettore dell’aeronautica militare Basilio di Martino, l’opera, compiuto un breve bilancio della storiografia italiana  in argomento, inizia a trattare della carriera militare di Allegri. 
Allo scoppio del conflitto, fu inquadrato in un reggimento artiglieria da fortezza sinché, nel 1916, dietro sua domanda, entrò a far parte della specialità aerea. 
Compì numerose azioni, fra cui la "Beffa di Feltre" del 7 giugno 1918, quando il pilota di Venezia con il suo aereo sorvolò l’aeroporto asburgico di Feltre bombardandolo, senza venir colpito. 
Partecipò al Volo su Vienna del 9 agosto 1918, riuscendo assieme ad altri 6 aerei ad effettuare il volo.
Perse la vita, per un incidente, nel cielo di San Pelagio, a Due Carrare vicino a Padova, il 5 ottobre 1918. 
Fu amico di Gabriele D’Annunzio che gli diede il nomignolo di Fra Ginepro, per la sua folta barba. 
Il libro traccia la biografia dell’ufficiale, utilizzando la corrispondenza inedita fra lui e i famigliari.
A corredo del testo, un ricco apparato fotografico inedito. 

mercoledì 6 gennaio 2016

Le ridotte nei dintorni di Tripoli - 1911/1913

Oggi presentiamo alcune foto dell'epoca della guerra Italo-Turca, concentrandoci sulle fortificazioni presenti nella zona di Tripoli.

La immagini provengono dall'album del Tenente Ariani Roberto. Nato il 24 Febbraio 1885 a Corato, in provincia di Bari, entrò in servizio il 5 novembre 1904. 
Durante la guerra Italo-Turca prestava servizio nel 40° Reggimento Fanteria della Brigata Bologna e, probabilmente spinto da una passione per la fotografia, compose un album con oltre 600 scatti, tutti numerati e completi di didascalie che ne permettono la contestualizzazione, di varia natura e spaziano da tematiche militari a soggetti etnografici e storici.

Per permettere una migliore lettura dell'album l'Ariani ha disegnato diverse cartine. In questo caso , vista la zona d'interesse, una cartina di Tripoli che, attraverso la numerazione delle foto, è possibile collocare geograficamente ogni scatto:


Forte A


Forte B




Forte C





Casermetta turca



Forte Henni



Ridotta Sidi Hassan


Forte Messri


Ridotta Marabutto Sidi Messri


Forte Fornaci


Ridotta Zania


Ridotta Bumeliana


Osservatorio presso porta Gurgi


Forte di Ain Zara





A cura di Arturo E.A.

Note:
- Durante il periodo di servizio in Libia all'Ariani venne conferita una Medaglia di Bronzo al Valor militare con la seguente motivazione: "In ripetuti combattimenti si comportava con molto valore- Ain Zara, 4 Dicembre 1911 - Zanzur, 8 Giugno 1912"
- Una copia dell'album è depositata presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino qui la scheda



venerdì 25 dicembre 2015

Il Santo Natale 1915 all'ospedale CRI di Legnano

Nell'augurare a tutti i lettori un felice S.Natale proponiamo un capitolo del diario della crocerossina Bianca Mojoli Barberis che nel Natale del 1915 prestava servizio nell'ospedale militare di Legnano, in provincia di Milano.

NATALE DI GUERRA

Fervono i preparativi pel Natale.
Nel bianco e tranquillo ospedale è come sospesa una commossa aspettazione, una gioiosa ansietà del domani così bello - ognuno pensa in cuor suo - così bello per chi ha intorno tanto calore di affetto e protezione. Che importa se la bruma decembrale mette come un velo freddo e opaco ai vetri ben chiusi delle grandi finestre? Dentro, nel caldo rifugio, alla luce delle lampade elettriche si animano e sorridono visi rifioriti di convalescenti e dolci visi di infermiere; in tutti gli occhi c'è una luce e un annunzio: domani è Natale!

Sommessi mormorii sfuggono da gruppetti di svelte figurine affaccendate; i soldati passano vicino gruppetti misteriosi, fingono di non udire e di non sapere, ma i loro volti ove l'animo è raccolto in commosso affetto, dicono chiaro ch'essi sanno e intendono. Sentono intorno ad essi, come materiato, il fervido desiderio che è in tutti - medici e infermiere - di ripagarli, almeno in parte, nella festività Natalizia, di tutti i disagi e le privazioni sofferte; di ridar loro, pur tra le corsie dell'ospedale, la dolcezza del focolare lontano.
Domani tante madri, tante spose, tante sorelle, avranno in cuore più fissa e più desiderata l'immagine dell'assente; per tutta quella femminile accorata tenerezza altre mani di donna preparano oggi col fervore di una missione da compiere, le sorprese e i doni che richiameranno sui visi pensosi dei bravi soldati un sorriso di riconoscenza affettuosa.
Dietro i vetri chiusi alla bruma decembrale nel tiepido rifugio delle corsie, nella luce viva delle lampade elettriche è come un'aura nuova di festività e di attesa: domani è Natale!

E' Natale. Da due millenni, quasi, la poesia di questo giorno soavissimo rinnova nei cuori degli uomini la commozione profonda del suo divino Mistero.
E ogni anno in questo giorno, è come un ritornare dell'anima alle fonti purissime della Bontà, dell'Amore, per spogliarsi di ogni debolezza e desiderare solo la Virtù.
Natale di guerra quest'anno! Festa dell'amore tra il fragore degli odii scatenati; commemorazione di Presepio tra la bufera e lo sconvolgimento degli uomini e delle cose.
Tutto questo penso varcando la soglia dell'ospedale, di primo mattino, quando ancora la lampada velata della notte fascia di ombra discreta i bianchi letti e i tranquilli dormienti.
Nell'atrio c'è luce e movimento.
Tra i doni arrivati all'ultima ora, ieri sera, sono le belle medaglie bronzee, commemoranti il Natale di guerra.
Vediamo: se le portassimo subito, una ciascuna per letto, ai nostri feriti, ed essi, levandosi, trovassero un primo dono del Bambino Gesù?
Un breve consulto tra il gruppo delle infermiere mattutine.
- Signora - dice una - il mio "56" mi ha avvisata fin da ieri sera che non si alzerà se non troverà nella pantofola il regalo del Bambino -
- Facciamo - è l'opinione di un altra - che la giornata incominci con una lieta sorpresa -
Piano, ciascuna prende il suo numero di involtini e va a preparare la dolce improvvisata.
E poichè la sveglia suona in quel punto e la luce si fa nelle corsie, è un levarsi curioso di voci e di richiami.
- Oh! Bello! -
- Guarda qui il soldato in trincea! -
- E il Bambino col ramo d'ulivo -
- Io me la attacco subito sulla giubba e me la porto in Chiesa alla Messa -
- Ed io no? -
- Grazie signora! -
- Grazie, signorina! -
Il "56" si è alzato, visto che la strenna è arrivata e si da attorno a cercare degli spilli, tra i compagni.
E le infermiere si apprestano a decorare le giubbe della graziosa medaglia col nastrino tricolore.
- I nostri compagni, lassù in trincea, che Natale avranno? -
La domanda viene da un ferito toscano, da poco arrivato dall'Ospedale da campo, un soldato sempre allegro, malgrado la sua "pancia bucata" come dice lui (una palla nemica lo ha ferito all'addome).
Per un attimo passa nel cuore d'ognuno lo stesso palpito pei fratelli e le voci taccioni.
La visione delle lontane trincee bianche di neve, e degli eroici difensori vigili tra il freddo e i disagi ritorna insistente durante la Messa celebrata nella Cappella Claustrale, in un'atmosfera di mistica bellezza e di commozione indescrivibile.
L'Altare è tutto uno sfavillio di lumi riflessi e moltiplicati nei lucidi argenti dei candelabri, nell'oro brillante del Tabernacolo e del tronetto rizzato tra i due angeli oranti, sul damasco d'oro della ricca pianeta indossata dal celebrante. Dall'incensiere leggere nubi si levano, velando a tratti e addolcendo lo sfolgorio che irraggia dalla Mensa preparata per il Sacrificio.
Al di qua della balaustra, nei banchi s'allineano le grigie divise dei soldati nostri e subito dopo di essi è il gruppo candido delle infermiere crociate. La nobildonna che ci è larga di ospitalità e che ha convertito un'ala del suo palazzo nel grazioso e quieto ospedale della Croce Rossa, è pure presente con tutta la sua Casa.
Nel fondo della Cappella, attorno all'Armonium, sono i cori che dovranno accompagnare la funzione divina.
E quando il Sacerdote sale all'Altare le note dolci e solenni di un'antica pastorale s'effondono intorno a noi e le argentine voci vibranti dei cori intonano un mottetto bellissimo:
- Gaudeamus! -
Viene fatto di sognare, tra la leggera nube d'incenso e il barbaglio dei lumi, un agitarsi e uno svolare di angeli intorno alla culla divina mentre la musica canta:
- Gloria in excelsis Deo! -
Nel gruppo delle grigie divise, in quello candido delle infermiere, nell'altro bruno delle Dame presenti, è lo stesso prono raccoglimento, lo stesso raccolto fervore. Ogni anima è come portata fuori dal mondo materiale in un'atmosfera di Paradiso; ogni anima dinetica un istante il peso affannoso della vita, per tuffarsi nella dolcezza confortatrice della Fede.
I visi che si levarono fermi incontro al nemico e alla morte, si curvano ora, vinti da una trepida dolcezza, davanti all'Ostia Divina; occhi che fissarono asciutti le orribili stragi ed il supremo pericolo hanno ora veli di lagrime trattenute.
- Agnus Dei - cantano le voci limpide e alla Divina Mensa s'accostano i buoni e forti soldati, le bianche infermiere.
... Veramente, ora, nella piccola Chiesa vi sono nubi d'incenso e nubi di Angeli...
Passa nella musica e nei cori un largo fremere di note imploranti:
- Parce Domine, parce populo tuo... - Abbi pietà di noi, o Signore, abbi pietà dei Morti e dei sopravvissuti a questa immane bufera che ci travolge, come l'aquilone travolge le festuche del campo. La musica piange e implora:
- Parce Domine, parce populo tuo -


La medaglia del Natale 1915 di cui si parla nel diario (Fonte:Internet)

Crocerossine dell'ospedale CRI di Legnano con, al centro, l'autrice
Nel giardino dell'ospedale, sulla sinistra la chiesa del Santo Redentore di Legnano


Bibliografia:
- "Dal tacuino di un infermiera della Croce Rossa", Bianca Mojoli Barberis, Rocca S. Casciano 1919, Stabil. Tip. L. Cappelli

lunedì 23 novembre 2015

Ten. Aldo Venier - L'Undicesima battaglia dell'Isonzo dai foglietti di un ufficiale mitragliere

Quelli che seguono sono una raccolta di ordini inviati dal Tenente Aldo Venier, di Venezia, in qualità di comandante della 426° Compagnia mitragliatrici.
Il periodo di riferimento è compreso tra il 28 agosto 1917 e l'11 settembre 1917 quando il reparto, operando a fianco del 68° Reggimento Fanteria della Brigata Palermo, era impegnato sulle postazioni di S. Caterina ed era inserito nell'11° Divisione di Fanteria alle dipendenze del VI Corpo d'armata.

In un altro intervento ricordavamo la storia del Maggiore Elio Ferrari, che cadde nei giorni in cui inizia la testimonianza del Ten. Venier.

Schizzo della zona interessata dai combattimenti. Il Ten. Venier sarà impiegato a Q343, la seconda da destra.


I primi due ordini ci portano già nel mezzo dei preparativi per l'imminente attacco verso il S. Gabriele. Essendo al comando c'erano da coordinare le varie sezioni in modo da garantire adeguata copertura ai fanti all'attacco e, al contempo, bisognava preparare la linea senza che il nemico se ne accorgesse.

Dal comando 426° Compagnia mitragliatrici
Comando 1° Sezione 
28-8-17 ore 10.30 
Al ricevere del presente ordine cotesta sezione al completo di uomini e materiale (porterà quindi seco la propria dotazione di massima) si porterà immediatamente in linea portandosi nelle piazzole a sinistra della 2° sezione. Per norma informo che alle ore 12 verrà sferrato l’attacco. Mi raccomando che la marcia sia fatta in modo da non farsi troppo scorgersi dal nemico. La sezione si porterà in linea passando per la caverna n°3
Il comandante la compagnia
Ten. A.Venier

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 2° e 3° Sezione
28-08-17 ore 10.35 
Informo che oggi alle ore 12 con le solite modalità verrà sferrato l’attacco. La 1° sezione verrà subito a portarsi sulla sinistra della 2°sezione. Il sottot. Sig. Russo è pregato a voler esaminare le piazzole alla sua sinistra (quelle già destinate alla 1° sezione) ed a farle aggiustare e sgomberare eventualmente.
Il comandante la compagnia
Ten. A. Venier

La preparazione però non è cosa semplice, le postazioni spesso sono danneggiate da precedenti attacchi e, quindi, bisogna velocemente riorganizzarle.
In alcuni casi nelle comunicazioni venivano anche disegnati dei piccoli schizzi delle postazioni e la nota, una volta controfirmata per presa visione dai comandanti delle singole sezioni, ritornava al mittente così da essere sicuri che tutti avessero ricevuto gli ordini.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 1° sezione
28-08-17 ore 11.45 
Essendo una piazzola, che dovrebbe occupare un arma di cotesta sezione, inutilizzabile, dispongo che sia messa in postazione nella piazzola esistente un’arma con tutto il personale. L’altra arma col personale ed il caposezione si porterà alla galleria n°1 ove attualmente risiede il comando del 3° Battag. (Capit. Marzotto) a disposizione di cotesto comando.
Il comandante la compagnia
Ten. AVenier

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando colonna sinistra
28-08-17 ore 11.45
Dato che una piazzola di quelle che deve ora occupare la nuova sezione è saltata in aria, ed è impossibile ora utilizzarla, di pieno giorno, ho disposto che un’arma della sunnominata sezione stia nella galleria situata tra la trincea e la galleria 1bis, pronta ad entrare in azione.
Annetto lo schizzo della postazione delle mitragliatrici





La giornata del 28 è passata e si fa la conta delle perdite, fortunatamente lievi:

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando IV Battagl. 68°Fant.
29-08-17 ore 12
Comunico a cotesto comando che questa Compagnia ha avuto due soldati uccisi ed uno ferito gravemente.

30 agosto, ci si prepara per la giornata successiva che vedrà la ripresa dell'offensiva italiana:

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 2° sezione
30-08-17
Al ricevimento del presente cotesta sezione con armi e munizioni si porterà immediatamente alla caverna 1bis (sede attuale del comando di comp.) rimanendovi in attesa di ordini.

Purtroppo c'è un buco tra le giornate dal 30 agosto al 1° di settembre, quando cadde il Ten. Col. Ferrari, probabilmente il libretto delle copie è andato smarrito.
Riprendiamo quindi la narrazione dal 2 di settembre.
I combattimenti dei giorni precedenti hanno messo in luce alcune pecche nell'organizzazione tattica della trincea e questo porta il Venier a rivederne l'assetto, al fine di evitare lo spreco di risorse e migliorarne la capacità offensiva.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando sezione di Destra e di Sinistra
2-9-17
Ho constatato come alcune piazzole occupate da cotesta sezione non siano tenute in efficienza e come non abbiano buon campo di tiro; ho constatato altresì come alcuni graduati poco comprendano il compito loro assegnato e poco conoscano gli obbiettivi da battere.
E perciò prescrivo
 1) Che ogni comandante di sezione faccia modificare le piazzole nel modo che è stato indicato dal sottoscritto nel tempo più breve possibile.
 2)Che sia fatto lo sgombero dal campo di tiro nel tempo più breve possibile.
3)Che ogni graduato conosca con precisione il terreno antistante ed abbia già individuato i bersagli.
4)Che nella piazzola di sinistra della sezione di sinistra venga aperta una nuova ampia feritoia che consenta di battere il terreno antistante alla selletta e a Quota 343N. Che nella piazzola di sinistra della sezione di destra vengano aperte altre due feritoie che consentano di incrociare i tiri con le armi laterali.
5)Che le feritoie siano ampie in modo da consentire una falciata utile.
6)Di giorno le feritoie verranno otturate con sacchetti pieni di terra messi dall’interno e facilmente amovibili
Ten. AVenier

Il 4 di settembre riprende l'azione. Con questo biglietto riservatissimo, e trasmesso solo 15 minuti prima dell'azione probabilmente al fine di evitare fughe di notizie, vengono messi al corrente i comandanti di sezione di come si svolgerà l'azione e dei reparti impegnati. Da quanti apprendiamo poi il nostro tenente avrà il gravoso compito di assumere il comando della linea, con tutti gli oneri che esso comporta.
La parte che getta una luce oscura sul tutto è pero quella finale, e l'accenno ai "compiti di polizia" affidati ai mitraglieri. Si lasciano al lettore eventuali valutazioni storiche.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 1° 2° 3° Sezione Riservatissimo
4-9-17 ore 5
Alle ore 5.15 precise di oggi si inizierà l’offensiva per la conquista del S. Gabriele. A momento opportuno le fanterie del IV Battag. del 68° F. manovrerà all’assalto per la conquista della trincea nemica antistante puntando verso case Boneti. Appena uscito il Battaglione che attualmente presidia Q343N e Q343S il sottoscritto assumerà il Comando di detta linea, che va presidiata dalla 426° Comp. Mitr. Dal plotone zappatori del IV 68° e dalla 439° Comp. Mitr. Compito della 426° Comp. Mitr. Oltrechè mantenere la linea è di impedire al nemico di affacciarsi sulla trincea mentre la nostra fanteria avanza e di battere possibilmente le mitragliatrici nemiche con convenienti raffiche. La 1° Sezione rimarrà pronta nella galleria n°1 a mia disposizione. Mi raccomando la calma e la precisione di tiro sugli obbiettivi. Sarà tenere puntate in precedenza le armi mantenendo però mascherate le feritoie.
Rammento altresì la circolare del Comando II° Armata circa il compito di polizia eventuale da parte dei mitraglieri.


Originale dell'ordine di cui sopra, con in basso le firme per ricevuta dei comandanti di sezione

L'attacco è iniziato e i fanti del 68° si scagliano contro la trincea nemica. C'è quindi la necessità di avere un fuoco cadenzato che colpisa le postazioni nemiche al fine di scoraggiare gli austriaci dall'affacciarsi dai trinceramenti:

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 2° e 3° sezione
4-9-17 ore 10.30
Le mitragliatrici aprano sulle feritoie di 1° linea nemica fuoco cadenzato minimo. I comandanti di sezione stabiliranno per arma gli obbiettivi ed apriranno immediatamente il fuoco badando di non colpire i nostri.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 1° sezione e per conoscenza al sottot. Sig. Russo
4-9-17
Cotesto comando provvederà alla sollecita portazione di un arma comandata dal sergente Boetti nella postazione esistente allo sbocco del camminamento. Detta arma sarà alle dirette dipendenze del Sottot. Sig. Russo. Dovendo avere questi una grande mobilità prescrivo si porti seco solo 10 [parola illeggibile]
Scopo di detta arma è di contrattaccare eventualmente la mitragliatrice nemica e di appoggiare l’avanzata della nostra mitragliatrice.

La giornata del 4 settembre 1917 resterà segnata come una delle peggiori giornate per gli austriaci. L'attacco portato contro la cima colse le truppe austriache, due reggimenti di Landstürmer appena arrivati a dare il cambio agli stremati commilitoni, completamente alla sprovvista e questo, unito alla poca conoscenza della linea da parte dei nuovi rincalzi, permise di conquistare la cima prendendo più di mille prigionieri.
Il giorno successivo il tenente Venier assume, come previsto, il comando della linea:

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 439° Comp. Mitrag.
5-9-17 ore 17.30
Da questo momento assumo il comando della linea: Q343N e Q343S come da precedenti ordini del Comando Brigata Palermo

La fanteria va all'assalto e i mitraglieri battono senza sosta le postazioni austriache riuscendo a rallentare i rinforzi dei difensori:

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 1° Battaglione 68° Fant.
5-9-17 ore 18
Batto con le mie armi i gruppi nemici che disturbano l’avanzata. Con getto di bombe a mano, batto le mitragliatrici nemiche ed infastidisco il sopraggiungere di rinforzi nemici battendo i camminamenti appena vi noto movimento. Sto molto bene attento di non colpire i nostri. Il 4° Battaglione 68° Fant. È uscito già dalla linea di partenza.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando IV Batt. 68° Fant.
5-9-17 ore 18.30
Ho eseguito orodine sparando in aria alcuni colpi. I fanti della 13° sono andati avanti defilandosi alla nostra vista.
Ten. AVenier
Se è possibile mi faccia sapere dove vuole che apra il fuoco con le mie armi

Passano le ore e l'avanzata continua. Il IV Battaglione del 68° Fanteria, agli ordini del capitano Scavone Giovanni, conquista un importante elemento di trincea austriaca.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 1° Battaglione 68° Fant.
5-9-17 ore 20.10
Cercherò di proteggere l’avanzamento o la sosta del Batt. Scavone. Alla Q333 si scorge un cannoncino nemico che ho notificato all’ufficiale d’artiglieria di collegamento. Il nemico tirò ma inefficacemente con medi calibri sulle mie postazioni. Ho in linea tutte le mie mitragliatrici e sono collegato con la 439° Comp. Mitr. che sta alla Q343N. Attualmente non si scorge alcun movimento.
Il comandante la linea.

Arriva la sera e i combattimenti diminuiscono ma l'attività logistica non conosce sosta. Bisogna infatti consolidare la linea, cercando di definire lo stato delle forze e la loro disposizione al fine di evitare, in caso di contrattacco, che in qualche punto poco presidiato il fronte possa cedere.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 439° Comp. Mitrag.
5-9-17 ore 20.15
Cotesto comando provvederà a fare collegamento materiale colla mia sezione di sinistra che arriva fino al camminamento che va alla galleria n°3. Mi raccomando la massima vigilanza. Tutte le armi siano in linea. Prego volermi comunicare con chi cotesta compagnia è collegata a sinistra. Mi si tenga informato di ciò che avviene sul fronte di cotesta Compagnia. Prego dare un cenno di assicurazione.

Passa un altra nottata, con solo modesta attività d'artiglieria. Giunge nel settore di S. Caterina, alle dipendenze della Brigata Palermo, il 247° Fanteria della Brigata Girgenti che, nonostante sia appena arrivato, pianifica già un attacco.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Fant.
6-9-17 ore 8.45
Durante la notte leggera attività d’artiglieria sulla linea di partenza (Q343N e Q343S). Si distinguono nostri soldati sulla trincea nemica conquistata a Sud della testata Vallone Sorgenti. Condizioni sfavorevoli di luce impediscono l’osservazione.
Dal comando 439° Comp. Mitrag. Ricevo questa comunicazione:
“Dal comando 247° Regg. Fant. Al comando 439° Comp. Mitrag. Presto si procederà a nuovo attacco. Prego sostenerlo spostando avanti se del caso le sue mitragliatrici. Prego avvertire le altre compagnie mitragliatrici e il comandante del Battaglione del 68° F.”
In conseguenza di ciò ho preso le relative disposizioni per appoggiare col fuoco la nostra avanzata ed avverto il sig. cap. Scavone

Il resoconto della giornata non ha visto l'assalto del 247°, ma solo attività d'artiglieria da parte austriaca che, fortunatamente, ha causato solo danni alle trincee e non agli uomini.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 439° Comp. Mitrag. S.E.
Da Q343S 6-9-17 ore 21
Il comandante il IV Batt. Del 68° F. ha messo a mia disposizione una sezione mitragliatrici Maxim della 1126° Comp. Mitrag.
Se cotesto comando ritiene di avere qualche tratto di linea da rinforzare me lo farà subito sapere. Prego segnare qui sotto le postazioni delle armi di cotesta compagnia, dovendo riferire al comando 68° F.
Schema della linea, con indicate le posizioni di tutte le armi
Stessa pianta dell'immagine sopra, interessante perchè riportato il campo di tiro delle mitragliatrici 


Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Da Q343S 6-9-17
Artiglieria nemica di medio calibro battè oggi efficacemente le postazioni danneggiandole e rovinando i camminamenti senza produrre perdite. Si sta riparando i danni. Il comando IV Battag. 68° F. ha messo a mia disposizione una sezione della 1126° Comp. Mitrag. Che ho fatto portare tra la 426° S.E e la 439° S.E. Nella giornata ho battuto efficacemente squadre di tiratori nemici e lanciatori di bombe che disturbavano i nostri.
Il comandante la linea Q343N e Q343S

Anche la giornata successiva trascorre senza assalto, come si evince da tre comunicati seguenti.
Ha però inizio un pesante fuoco di artiglieria per cercare di prostrare la forze di difesa.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Da Q343S 7-9-17 ore 9.30
Il IV Battaglione di cotesto reggimento si vede trincerato sullo stesso posto di ieri cioè a Nord della Testata Vallone Sorgenti. Nulla di notevole da segnalare sul fronte di predetto Battaglione.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Da Q343S 7-9-17 ore 11.30
Nulla di notevole da segnalare.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
7-9-17
Nessun movimento del IV Battagl. è stato scorto.

Sempre nella giornata del 7 giunge un inattesa notizia: il comando dell'11° Divisione  passa dal Gen. Bonaini di Cignano al Magg. Gen. Allievi. Come prassi quando si prende un nuovo comando un ufficiale è solito passare in rassegna le linee e, forse per per questo motivo, viene inviato un ordine dal 68°Fanteria che richiede di fornire un resoconto dettagliato di tutte le postazioni occupate.
Il ten. Venier coglie l'occasione, al fine di non sfigurare di fronte al nuovo comandante, per richiedere una pulizia della trincea:

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 439° Comp. Mitragl.
7-9-17
D’ordine del Comando 68° Fanteria prego comunicare al più presto possibile:
1)  Chi attualmente occupa le caverne n°3,4,5,6.
2)   Chi sta all’osservatorio.
3)  Se ci sono ancora alla sinistra di cotesta compagnia 2 plotoni del 93° F, 2 plotoni del 94° e la 881° Comp. Mitragl.
4) Se c’è ancora l’ufficiale di collegamento del 93° F.
Questa sera probabilmente verrà sulla nostra linea il nuovo comandante l’11° divisione, prego quindi provvedere alla pulizia della trincea.
Il Comandante la linea

In serata giunge la risposta, prontamente girata al 68° Fanteria

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
7-9-17 ore 22
Situazione delle gallerie di Q343S e N.
Caverna n°1 Vuota
Caverna n°1Bis 426° Comp. Mitragl.
Caverna n°2 Posto di medicazione IV Batt. 68° Fant.
Caverna n°3 Vuota
Caverna n°4 Vuota
Caverna n°5 Comando 439° Comp. Mitragl. 1° Sezione 1126° Comp. Mitragl. Posto medicazione IV Batt. 68° Fant. 4° Reparto zappatori
Caverna n°6 Vuota
All’osservatorio di Q343N non c’è nessuno.
Alla sinistra della 439° Comp. Mitragl. Ci sono 2 plotoni della 13° comp. Del 93° Fant. L’881° Comp. Mitragl. Si è spostata in avanti ed i due plotoni della 94° fanno la corveè alla 881° Comp. Mitragl
Sembra che l’ufficiale di collegamento del 93° F. si trova presso il 247° Fanteria.
Il comandante la linea

Nonostante fossero dettagliate le informazioni inviate non bastano, serve sapere precisamente quante mitragliatrici ci sono a disposizione.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
8-9-17 ore 3.15
Accuso ricevuta dell’ordine n°111 di cotesto comando. La linea delle due quote 343N e S è presidiata da 6 mitragliatrici della 439° comp., 6 mitragliatrici della 426° comp. 2 mitragliatrici della 1126°comp. Maxim. Totale 14 mitragliatrici.
Il comand. la 426°

In assenza di combattimenti si continua la solita routine.

Dal Comando linea 343 sud e nord
Al comando 439° Comp. Mitragl.
Prego voler provvedere alla pulizia delle caverne di q.343 nord ed in special modo la caverna n°5.
Contribuirà alla pulizia il personale della 1126° Comp. Mitragliatrici, con quanti altri si trovano in galleria. Prego dare assicurazione.
Il comandante la linea

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Q343S 8-9-17 ore 20.15
Durante a giornata nulla di rimarchevole da segnalare. Piccolo movimento nemico nel camminamento di Q383 arrestato dal fuoco delle mitragliatrici di questa compagnia.
Il comandante la compagnia

Nella notte, per aumentare la capacità offensiva, arriva un cannoncino da 37mm che, nonostante le ridotte dimensioni, richiede una discreta mole di lavoro per poter essere messo in postazione.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Q343S 9-9-17 ore 11.20
Questa notte è venuto a Q343S un cannoncino da 37mm che deve essere messo in postazione a Q343.
Ho scelto la postazione per battere il costone di Q400 e S. Caterina. Per costruire la piazzola occorrerebbero per questa sera n°10 zappatori con un graduato.


Il Comand. la Comp.

Qualcosa però sembra cambiare, l'arrivo del cannoncino non è casuale e, infatti, poco dopo giunge l'ordine di intensificare i turni di notte.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 1°-2°-3° Sezione
Q343S 10-9-17
In seguito alla comunicazione avuta dal 68° Regg. Fant. prescrivo quanto segue:
I comandanti di sezione siano svegli durante la notte ed attivi. Potranno dormire dalle 8 di mattina alle 20 di sera. Durante questo periodo saranno di servizio i capi sezione che di conseguenza riposano.
Il personale delle sezioni sia diviso in due  nei turni di servizio che sarà di 12 ore (armaiolo compreso)
Durante la giornata sarà di servizio sempre un ufficiale a turno, cominciando dal più anziano.
Nel caso che non venga rigorosamente applicato questo ordine chiamerò personalmente responsabili i comand. di sezione.

In una giornata di lavoro il cannoncino è in posizione e pronto all'azione:

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Q343S 10-9-17 ore 19
Il cannoncino da 37 mm è già in postazione e pronto ad entrare in azione. Il suo capopezzo mi ha fatto noto che ha solamente n°100 colpi. Bisognerebbe prelevarne altri 200.
Il comand. la compagnia



L'11 settembre, dopo tre giorni di bombardamenti che portarono le artiglierie italiane a scaricare sul monte circa 45.000 colpi, gli italiani passano nuovamente all'attacco. Dalle postazioni di Q343 l'andamento della battaglia che interessa il trinceramento catturato con l'assalto del 5 non è ben visibile, ma alcuni elementi  austriaci provano a scagliarsi contro le postazioni del ten. Venier, magari cercando nel contempo di prendere il IV battaglione del 68° alle spalle.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Q343S 11-9-17
Il IV Battagl. 68° sempre presso stesso posto. Fa fuoco nutrito con mitragl. pistole, fucileria contro nemico che sembra ora arretrato.
Da Q400 forti masse nemiche uscirono subito falciate dal fuoco di artiglieria e dalle mitragliatrici della mia compagnia. Non scorgo la colonna Belloni. Gli austriaci di Q400 sembrano rientrati in fuga dalla nella trincea di partenza con visibili forti perdite.

La situazione si fa più seria e le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, il Venier chiede quindi una copia firmata per ricevuta dell'ordine trasmesso per poter dimostrare, nel caso, di aver adempiuto correttamente al proprio incarico, 

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando IV Reparto zappatori 68°F
Trasmetto l’ordine n°449 del comando di reggimento della esecuzione del quale ritengo personalmente responsabile il comandante di cotesto reparto. La ricevuta della 12° comp. firmata dal sig. Capitano Scavone dovrà pervenire a me.
Il comandante la linea Q343S e N

L'estenuante difesa opposta del IV/68° deve aver quasi esaurito le munizioni a disposizione, così vengono inviati i rifornimenti.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Q343S 11-9-17 ore 8.20
La corveè è andata a prendere già le cartucce alla caverna n°2; in questo momento le stanno portando al IV Battagl.
Sembra tornata la calma.
Ten. AVenier

Nel settore torna la relativa calma e, per rinfrancare lo spirito dei mitraglieri, il Venier si complimenta con tutti i suoi uomini per il loro comportamento in battaglia.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 1°-2°-3° Sezione
Q343S 11-9-17
Nel combattimento di questa mattina ho potuto ammirare nella maggior parte calma e precisione di tiro. Ai miei bravi mitraglieri il mio plauso.
Il comand. la comp.

Calma però vuol dire anche conta delle vittime....

Dal Comando della linea Q343S e N (426° comp.)
Al comando 68° Regg. Fanteria
Q343S 11-9-17
Perdite subite nel combattimento di questa mattina:
426° N N
439° Un morto ed un ferito
La sezione della 1126° si è portata in linea con il IV Battagl.
Questa notte sono giunte n°144 granate per il cannoncino da 37mm
Il comandante la comp.

... e stima delle forze rimaste...

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Q343S 11-9-17 ore 23.45
Nessun altro reparto oltre la 426° la 439° e la 1° 68° presidia la linea da me comandata. Dislocato nelle caverne n°1-3-5 c’è il 2° Battaglione del 48° Fanteria
Il comand. la linea

Ma la calma è solo apparente,sulla sommità del S. Gabriele infuria ancora la lotta che durerà anche per tutta la giornata del 12  settembre.

Dal Comando 426° compagnia mitragliatrici
Al comando 68° Regg. Fanteria
Q343S 11-9-17
Calma sul fronte del IV Battaglione. Violenta lotta sul S.Gabriele, lotta ancora indistinta per le cattive condizioni di luce.
Il comand. la compagnia

Si prega di inviarmi un libretto di ordini essendone completamente sprovvisto.

Il libretto di ordini probabilmente giunse al Venier ma, sfortunatamente, non è giunto fino a noi.
In quella stessa giornata il Venier venne decorato con la Croce al Valor Militare con la seguente motivazione:

"Comandante di compagnia mitragliatrici concorreva a respingere un attacco nemico sotto il violento fuoco avversario dando prova di ardimento, valore e sprezzo del pericolo - S. Gabriele, 11 settembre 1917"

In seguito, nelle tristi giornate di Caporetto, promosso a capitano della 429° compagnia mitragliatrici, venne decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:

" Comandante di una compagnia mitragliatrici, con la sua eroica condotta, seppe tener testa a forze nemiche soverchianti e fermare l'impeto per proteggere il ripiegamento di altre truppe. Esaurite le munizioni, sempre alla testa del proprio reparto facendo uso dell'arma bianca ripiegò ordinatamente e a stretto contatto col nemico al quale inflisse gravi perdite - Monte Semmer (Bainsizza), 25 Ottobre 1917"

Quella che fu la sorte nel resto della guerra non è dato sapere, però sopravvisse al conflitto e continuò la sua carriera nelle forze armate fino a raggiungere, negli anni '60, il grado di Generale di Brigata, ed è con questo grado che è ritratto nella foto che chiude questo scritto:

A cura di Arturo E. A.


BIBLIOGRAFIA:
- 1915-1918 Il fronte di pietra, Giulio Primicerj, Arcana Editrice1985
-          - 1917 – Lubiana o Trieste?, Giulio Primicerj. Arcana Editrice 1986
-         -  Gli arditi sul S. Gabriele, Salvatore Farina. http://isonzofront.altervista.org/articoli/gliArditisulSanGabriele.pdf
-          - Riassunti Storici dei Corpi e Comandi nella guerra 1915 - 1918 , Roma - Libreria dello Stato.

-        -   Sito internet dell'Istituto del Nastro Azzurro ttp://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/